EDITORIALE: Che fine ha fatto il regolamento FLEGT?

CHE FINE HA FATTO IL REGOLAMENTO FLEGT?

Alla fine dello scorso anno il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MiPAAF) è stato individuato quale Autorità Competente (AC) nazionale per l’attuazione dei Regolamenti FLEGT (Reg. 2173/2005 – Forest Law Enforcement, Governance and Trade) e Timber Regulation (Reg. 995/2010), inerenti il commercio di legno e prodotti derivati in territorio comunitario. Lo stesso MiPAAF, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del Mare, dovrà a breve redigere anche il testo di una norma nazionale di attuazione dei citati Regolamenti e predisporre un apposito sistema sanzionatorio.

Le disposizioni comunitarie in argomento mirano a contrastare il commercio illegale di legname (e il correlato il disboscamento incontrollato) che, come noto, è una delle principali minacce per la conservazione delle foreste su scala globale. Il fenomeno interessa circa il 10% del legname commerciato a livello mondiale, con gravi effetti non solamente dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista economico (conseguenze negative sulla competitività delle attività forestali legali ed effetti negativi sui prezzi della materia prima, nonché perdita di entrate fiscali per 10-15 miliardi di euro all’anno nei Paesi cosiddetti in via di sviluppo) e sociale (minaccia per una governance democratica e il rispetto dei diritti umani nelle aree geografiche interessate).
In ambito FLEGT, l’istituenda AC ha il compito di realizzare i controlli merceologici e verificare la validità delle licenze commerciali che accompagnano le partite di legname in arrivo nelle dogane appositamente abilitate, nonché di coordinarsi con la Commissione Europea (CE) per gli aspetti normativi finalizzati all’applicazione del Regolamento. La individuazione formale del MiPAAF rappresenta però soltanto il primo passo nella direzione del rispetto della legislazione comunitaria, e il MiPAAF deve ora, in tempi brevi, rendere effettivamente operativa la AC. In particolare, è urgente la strutturazione degli specifici uffici ministeriali che comporranno l’AC, tenuto anche conto che a breve la CE licenzierà le norme attuative finali della Timber Regulation e che quest’ultimo Regolamento dovrà essere operativo già a partire da marzo 2013.

La esperienza maturata dal Corpo Forestale dello Stato in ambito CITES (Convenzione di Washington sulle specie di flora e fauna minacciate di estinzione, che si basa su certificazioni e controlli in una certa qual misura assimilabili a quelli previsti dai Regolamenti sul commercio del legno) rende legittima l’aspettativa che esso abbia un ruolo significativo anche nell’attuazione del FLEGT e della Timber Regulation, nell’ambito una struttura interistituzionale che curi il necessario coordinamento con tutti gli stakeholder pubblici e privati, a cominciare dalle associazioni ambientaliste e di categoria interessate alla materia.

È comunque urgente l’attuazione tempestiva ed efficace degli impegni assunti in sede internazionale per contrastare in modo significativo l’importazione di legname di origine illegale. Ciò, indirettamente, potrà anche consentire di qualificare ulteriormente la industria italiana alla luce di standard di sostenibilità ambientale e sociale e di favorire, in modo calibrato e controllato, una maggiore offerta interna di materia prima legnosa.

Piermaria Corona

Presidente SISEF
Membro del Comitato scientifico della Consulta Nazionale per le Foreste, il Legno e la Carta

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